Paese legale, Paese illegale

di Fabrizio Feo

  • Francesco-Pagliuso

    Lamezia è terra di trame e affari criminali, giochi mafiosi occulti e grandi, non meno che Reggio o Vibo ,dove, però, più spesso che nelle altre due città calabresi per sciogliere i nodi si ricorre al piombo. Potrebbe essere quello che è capitato nel caso dell’omicidio Pagliuso.  Temeva per la sua vita e pare che non ne facesse mistero, girava armato, l’avvocato Francesco Pagliuso : non si separava mai da una 44 Magnum, che mostrava spesso agli amici. E probabilmente lo sapeva anche il killer che l’ha atteso  sotto casa e gli ha sparato più volte eseguendo così quella che a prima vista appare una sentenza della ndrangheta . Gli investigatori non escludono però altre piste. Leggi tutto…

  • vlcsnap-2016-07-31-12h49m47s769La premessa è doverosa: non mi avventuro in polemiche sterili. Non mi piacciono .Io provo a fare il cronista: racconto quello che vedo e ,quando trovo qualcosa che non quadra, se ci riesco, lo contesto, dati ,e soprattutto fatti, alla mano. Quando posso lo faccio con i miei servizi, sennò, quando non me lo fanno fare , provo a farlo scrivendo. Dove posso. I lavori della Salerno – Reggio, li ho seguiti, per il Tg3 ,dall’inizio, provando ad informare costantemente . E ho registrato, tra l’altro, le molte date di consegna annunciate e regolarmente saltate. Così so che siamo arrivati alla centesima promessa sui tempi di completamento dell’autostrada. Non di un lotto, dell’intera autostrada . Ora, tra il 17 e il 21 luglio con l’auto ,e al volante, ho percorso tutta l’autostrada Salerno Reggio. Andata e ritorno . A che punto è l’autostrada Salerno Reggio Calabria l’ho visto con i miei occhi. Ecco, insomma, la storia indefinibile di anni e anni di lavori imporrebbe di fare quel che c’é da fare e chiudere velocemente questa pagina vergognosa evitando squilli di tromba e fanfare. E invece…. Leggi tutto…

  • Hashi Omar Hassan

    Hashi Omar Hassan

    Il caso Alpi-Hrovatin è giunto ad un passaggio cruciale. Quanti si sono battuti fino ad oggi perché la ricerca della verità non si fermasse devono tornare a far sentire la propria voce . Il destino di Hashi Omar Hassan, condannato a 26 anni di reclusione di cui 16 scontati, unico accusato per l’omicidio dell’inviata del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin – avvenuto a Mogadisco il 20 marzo del 1994 -potrebbe decidersi in una sola udienza, quella del 19 ottobre prossimo .
    Il 19 ottobre è il giorno fissato dalla Corte d’appello di Perugia per la discussione e probabilmente anche per la decisione sul processo di revisione, la richiesta di Hashi  che dopo anni di carcere venga riconosciuta la sua estraneità al delitto. Estraneità  che del resto emerge dai nuovi verbali  di interrogatorio di  Ahmed Ali Rage, detto Jelle, somalo anche lui , che aveva accusato Hashi  e aveva contribuito, in modo decisivo, a determinarne la  condanna. Verbali, un racconto, che non potrà rimanere senza conseguenze, e non solo per la posizione processuale di Hashi. Leggi tutto…

  • operazione-colosseo_Tre ergastoli, pene pesanti (tra l’altro per Massimo Carminati) e molte condanne per associazione di stampo mafioso: non è una notizia di oggi ma del 23 luglio del 1996, quando davanti alla Corte d’Assise di Roma si conclude il processo di primo grado per la cosiddetta ”Operazione Colosseo”, condotta dalla Polizia tre anni prima con l’arresto di oltre 50 persone, elementi di maggior spicco della Banda della Magliana, attiva a Roma soprattutto tra gli anni ’70 e ’80. Per gli imputati accuse che vanno dall’omicidio all’estorsione, al traffico di stupefacenti. Importantissimo il contributo fornito dalle rivelazioni del boss Maurizio Abbatino, uno dei capi dell’organizzazione diventato collaboratore di giustizia. A febbraio del 1998 arriva la sentenza d’Assise d’Appello, che pur con qualche riduzione di pena conferma sostanzialmente l’impianto accusatorio. Ma un anno dopo la Cassazione decide il rinvio del processo ad una diversa sezione della corte d’assise d’appello di Roma, perchè il nuovo collegio valuti se effettivamente sussista il reato previsto dall’articolo 416 bis, cioè l’associazione di stampo mafioso. E la corte d’appello si adegua all’orientamento della Cassazione, stabilendo l’anno successivo che la Banda della Magliana era solo un’associazione per delinquere semplice. E le pene vengono così ridotte. Da quel momento praticamente ogni volta che la Procura della Capitale ha contestato il 416 bis ad associazioni criminali, romani o immigrati a Roma da altre regioni o Paesi stranieri, c’è stata una Corte che in primo o secondo grado ha smontato quel capo d’imputazione. Leggi tutto…

  • cfe3fc8cd43944038cbc6891b877ca6d-593x443Pensateci un attimo,Trump odia i gay , e l’Isis pure. Trump difende la libera vendita delle armi , e all’Isis ,a chi lo segue o lo fiancheggia, fa maledettamente comodo. Trump promette una stretta contro americani e stranieri di fede islamica che fa immaginare una caccia al musulmano …ed è quello che l’Isis si augura, nero su bianco, nei suoi documenti interni e di propaganda dicendo senza giri di parole che così potrà cominciare la jihad la “guerra santa”. Non vi sembra che in qualche modo vadano drammaticamente, e ad alta velocità, nella stessa direzione?919740c50c76a551bf5a0ea0e293ab0c-kRUD-U1080735047045wRC-1024x576@LaStampa.it

    Accosto solo posizioni apertamente manifestate di soggetti apparentemente agli antipodi . Mi attengo ai fatti: non penso ad altre convergenze che non siano quelle delle propaganda – ma anche della pratica per l’Isis e per Trump, per ora, delle dichiarazioni di intenti- . Leggo i documenti  interni (parlo dell’ Isis), e mi preoccupano le elezioni perchè l’Isis chiarisce di augurarsi che siano i populismi anti islamici a vincere ….ovunque…perchè si inneschi la caccia e lo scontro , perchè così le masse dormienti, l’islam moderato si muovano. Lo comprenderà l’elettorato americano?Lo comprenderanno gli europei?

  • Lungomare Nocera Terinese

    Lungomare Nocera Terinese

    Sono passato spesso per Amantea, in provincia di Cosenza. E ci sono stato diverse volte per lavoro: anni fa -ad esempio- per parlare del porto che si era insabbiato, della storia di un peschereccio rimasto bloccato. Ci sono stato nel dicembre del 2007 per occuparmi dell’inchiesta sulla cosca locale della ‘ndrangheta, su alcuni politici accusati di avere legami con il clan e le mani in pasta proprio negli affari del porto. Ci sono andato in altre occasioni per allarmi legati ad indagini sul rischio inquinamento.
    In Calabria ci vado per lavoro esattamente dal 1979. Da ultimo ci sono tornato una settimana fa dopo aver ricevuto le telefonate di una quantità di cittadini costretti a code sulla strada statale tirrenica, spesso interrotta ed esposta alle mareggiate, di altri che lamentavano il porto semi ostruito nuovamente dalla sabbia all’imboccatura, la sparizione delle spiagge per lunghi tratti o il crollo del lungomare di Nocera Terinese, distante più o meno una decina di chilometri da Amantea e dal porto, che si trova per l’esattezza a Campora San Giovanni. E poi c’era chi mi parlava di costruzioni minacciate o distrutte lungo la costa, peraltro realizzate quasi sulla spiaggia o proprio sulla battigia.
    Mi sono messo in auto e sono andato ad Amantea, al porto, poi a Nocera Terinese: era tutto vero. Leggi tutto…

  • La stele alle vittime della strage di Ustica a Marina di Cinisi

    La stele alle vittime della strage di Ustica a Marina di Cinisi

    Pochi giorni fa è trascorso il trentacinquesimo anniversario della strage di Ustica, la tragedia che si consumò in cielo a poche miglia dall’aeroporto di Palermo quando un velivolo di linea italiano si trovò nel bel mezzo di una misteriosa battaglia aerea ,finendo praticamente in pezzi. Una vicenda che in tanti, troppi, e impunemente, hanno concorso a insabbiare.Al punto che ancora una volta il presidente di Libera don Luigi Ciotti , proprio il 23 dicembre è tornato a chiedere verità : “si faccia luce su quanto accaduto, perchè ci sono ancora troppe zone d’ombra“. L’associazione dei familiari delle vittime ha denunciato anche un’altra vergogna, non meno grave, se si vuole capace di spiegare molte cose, in qualche modo perfino i misteri e il silenzio: le condizioni del monumento che ricorda la strage. Leggi tutto…

  • matteo messina denaro

    Il padrino latitante di Matteo Messina Denaro

     Un pezzo intero della  famiglia di Matteo Messina Denaro è finito stamattina in galera, ma stavolta non si tratta solo della famiglia di mafia, perchè i Carabinieri del Ros, con la Guardia di Finanza, la Polizia e la Dia che stamattina all’alba hanno arrestato trenta persone a Trapani e Palemo ,hanno messo le manette alla sorella del padrino latitante Patrizia , al nipote Francesco Guttadauro (figlio di un’altra sorella del capomafia  e del boss palermitano Filippo Guttadauro) e i cugini di Matteo Messina Denaro Giovanni Filardo, Lorenzo Cimarosa, Mario Messina Denaro. Dire che è un colpo duro è davvero poco se si mettono insieme gli affari  stroncati , le scoperte sui sistemi sempre nuovi utilizzati per favorire e sostenere economicamente  la latitanza di quello che la gran massa di informazioni sul padrino ricercato di tutto il mondo indica come il leader di Cosa Nostra: la costituzione di un fondo di finanziamento, l’uso delle fatturazioni gonfiate imposte a imprese per la costituzione di riserve finanziarie la pressione estorsiva su una struttura sanitaria privata e perfino su privati cittadini che avevano erditato una cospicua somma. Leggi tutto…

  • downloadDomani potrebbe essere pronunciata la sentenza del processo al senatore Antonio D’Alì, trapanese esponente di punta del Pdl: l’accusa è quella di concorso esterno in associazione mafiosa, tra l’altro per presunti legami con la famiglia di Matteo Messina Denaro i pm hanno chiesto una condanna a sette anni di reclusione. Un intero processo tanto delicato e significativo. Circondato da un silenzio quasi completo, concesso dai media per distrazione, disinteresse ignavia o inconfessabili ragioni. Ma anche cercato con sapienza e determinazione. E poi tra meno di una settimana, il 25 settembre, a Trapani nuova udienza del più dimenticato dei processi. Quello per l’omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno. Il giorno prima di un altro anniversario senza la verità. Un altro giornalista assassinato e “cancellato”, diventato un rigo in una lunga lista, accantonata.
    O ignorata da molti…. che dicono di fare questo mestiere.

  • Il giudice Antonio Esposito

    Il giudice Antonio Esposito

    Stamani un collega mi chiama e mi fa: “hai letto “Il Giornale” a pagina 3? Parla di te”? Non faccio in tempo a chiedere , scherzando, quale nefandezza mi venga attribuita, mi venga contestata , che, serio, il collega chiarisce: “… guarda che parlano di un tuo articolo sul presidente di Cassazione che si è  occupato di Berlusconi, Antonio Esposito”.
    Faccio fatica a crederci “Il Giornale” cita un mio articolo …di 32 anni fa….in cui si parla del giudice Esposito allora pretore a Sapri. Caspita,proprio  una cosa fresca di stampa. Leggo “ Il Giornale”. Sono curioso di capire di quale mio articolo si parli, di quale di quelli scritti da me sulle lotte della gente di Sapri , del comitato che si batteva per ottenere l’apertura di un ospedale degno di questo nome. Articoli scritti tra il 79 e l’82 su l’Unità e sul periodico Dossier Sud,fondato e diretto dall’indimenticabile e grande inviato del Tg2  Joe Marrazzo, che era salernitano. Leggi tutto…

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