Paese legale, Paese illegale

di Fabrizio Feo

  • cfe3fc8cd43944038cbc6891b877ca6d-593x443Pensateci un attimo,Trump odia i gay , e l’Isis pure. Trump difende la libera vendita delle armi , e all’Isis ,a chi lo segue o lo fiancheggia, fa maledettamente comodo. Trump promette una stretta contro americani e stranieri di fede islamica che fa immaginare una caccia al musulmano …ed è quello che l’Isis si augura, nero su bianco, nei suoi documenti interni e di propaganda dicendo senza giri di parole che così potrà cominciare la jihad la “guerra santa”. Non vi sembra che in qualche modo vadano drammaticamente, e ad alta velocità, nella stessa direzione?919740c50c76a551bf5a0ea0e293ab0c-kRUD-U1080735047045wRC-1024x576@LaStampa.it

    Accosto solo posizioni apertamente manifestate di soggetti apparentemente agli antipodi . Mi attengo ai fatti: non penso ad altre convergenze che non siano quelle delle propaganda – ma anche della pratica per l’Isis e per Trump, per ora, delle dichiarazioni di intenti- . Leggo i documenti  interni (parlo dell’ Isis), e mi preoccupano le elezioni perchè l’Isis chiarisce di augurarsi che siano i populismi anti islamici a vincere ….ovunque…perchè si inneschi la caccia e lo scontro , perchè così le masse dormienti, l’islam moderato si muovano. Lo comprenderà l’elettorato americano?Lo comprenderanno gli europei?

  • Lungomare Nocera Terinese

    Lungomare Nocera Terinese

    Sono passato spesso per Amantea, in provincia di Cosenza. E ci sono stato diverse volte per lavoro: anni fa -ad esempio- per parlare del porto che si era insabbiato, della storia di un peschereccio rimasto bloccato. Ci sono stato nel dicembre del 2007 per occuparmi dell’inchiesta sulla cosca locale della ‘ndrangheta, su alcuni politici accusati di avere legami con il clan e le mani in pasta proprio negli affari del porto. Ci sono andato in altre occasioni per allarmi legati ad indagini sul rischio inquinamento.
    In Calabria ci vado per lavoro esattamente dal 1979. Da ultimo ci sono tornato una settimana fa dopo aver ricevuto le telefonate di una quantità di cittadini costretti a code sulla strada statale tirrenica, spesso interrotta ed esposta alle mareggiate, di altri che lamentavano il porto semi ostruito nuovamente dalla sabbia all’imboccatura, la sparizione delle spiagge per lunghi tratti o il crollo del lungomare di Nocera Terinese, distante più o meno una decina di chilometri da Amantea e dal porto, che si trova per l’esattezza a Campora San Giovanni. E poi c’era chi mi parlava di costruzioni minacciate o distrutte lungo la costa, peraltro realizzate quasi sulla spiaggia o proprio sulla battigia.
    Mi sono messo in auto e sono andato ad Amantea, al porto, poi a Nocera Terinese: era tutto vero. Leggi tutto…

  • La stele alle vittime della strage di Ustica a Marina di Cinisi

    La stele alle vittime della strage di Ustica a Marina di Cinisi

    Pochi giorni fa è trascorso il trentacinquesimo anniversario della strage di Ustica, la tragedia che si consumò in cielo a poche miglia dall’aeroporto di Palermo quando un velivolo di linea italiano si trovò nel bel mezzo di una misteriosa battaglia aerea ,finendo praticamente in pezzi. Una vicenda che in tanti, troppi, e impunemente, hanno concorso a insabbiare.Al punto che ancora una volta il presidente di Libera don Luigi Ciotti , proprio il 23 dicembre è tornato a chiedere verità : “si faccia luce su quanto accaduto, perchè ci sono ancora troppe zone d’ombra“. L’associazione dei familiari delle vittime ha denunciato anche un’altra vergogna, non meno grave, se si vuole capace di spiegare molte cose, in qualche modo perfino i misteri e il silenzio: le condizioni del monumento che ricorda la strage. Leggi tutto…

  • matteo messina denaro

    Il padrino latitante di Matteo Messina Denaro

     Un pezzo intero della  famiglia di Matteo Messina Denaro è finito stamattina in galera, ma stavolta non si tratta solo della famiglia di mafia, perchè i Carabinieri del Ros, con la Guardia di Finanza, la Polizia e la Dia che stamattina all’alba hanno arrestato trenta persone a Trapani e Palemo ,hanno messo le manette alla sorella del padrino latitante Patrizia , al nipote Francesco Guttadauro (figlio di un’altra sorella del capomafia  e del boss palermitano Filippo Guttadauro) e i cugini di Matteo Messina Denaro Giovanni Filardo, Lorenzo Cimarosa, Mario Messina Denaro. Dire che è un colpo duro è davvero poco se si mettono insieme gli affari  stroncati , le scoperte sui sistemi sempre nuovi utilizzati per favorire e sostenere economicamente  la latitanza di quello che la gran massa di informazioni sul padrino ricercato di tutto il mondo indica come il leader di Cosa Nostra: la costituzione di un fondo di finanziamento, l’uso delle fatturazioni gonfiate imposte a imprese per la costituzione di riserve finanziarie la pressione estorsiva su una struttura sanitaria privata e perfino su privati cittadini che avevano erditato una cospicua somma. Leggi tutto…

  • downloadDomani potrebbe essere pronunciata la sentenza del processo al senatore Antonio D’Alì, trapanese esponente di punta del Pdl: l’accusa è quella di concorso esterno in associazione mafiosa, tra l’altro per presunti legami con la famiglia di Matteo Messina Denaro i pm hanno chiesto una condanna a sette anni di reclusione. Un intero processo tanto delicato e significativo. Circondato da un silenzio quasi completo, concesso dai media per distrazione, disinteresse ignavia o inconfessabili ragioni. Ma anche cercato con sapienza e determinazione. E poi tra meno di una settimana, il 25 settembre, a Trapani nuova udienza del più dimenticato dei processi. Quello per l’omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno. Il giorno prima di un altro anniversario senza la verità. Un altro giornalista assassinato e “cancellato”, diventato un rigo in una lunga lista, accantonata.
    O ignorata da molti…. che dicono di fare questo mestiere.

  • Il giudice Antonio Esposito

    Il giudice Antonio Esposito

    Stamani un collega mi chiama e mi fa: “hai letto “Il Giornale” a pagina 3? Parla di te”? Non faccio in tempo a chiedere , scherzando, quale nefandezza mi venga attribuita, mi venga contestata , che, serio, il collega chiarisce: “… guarda che parlano di un tuo articolo sul presidente di Cassazione che si è  occupato di Berlusconi, Antonio Esposito”.
    Faccio fatica a crederci “Il Giornale” cita un mio articolo …di 32 anni fa….in cui si parla del giudice Esposito allora pretore a Sapri. Caspita,proprio  una cosa fresca di stampa. Leggo “ Il Giornale”. Sono curioso di capire di quale mio articolo si parli, di quale di quelli scritti da me sulle lotte della gente di Sapri , del comitato che si batteva per ottenere l’apertura di un ospedale degno di questo nome. Articoli scritti tra il 79 e l’82 su l’Unità e sul periodico Dossier Sud,fondato e diretto dall’indimenticabile e grande inviato del Tg2  Joe Marrazzo, che era salernitano. Leggi tutto…

  • Raffaele Cutolo in una immagine che risale al 1981

    Raffaele Cutolo in una immagine che risale al 1981

    Scusate ma perché alleggerire la pena solo al boss della camorra  Raffaele Cutolo,… perché non facciamo un regalo simile anche a  Totò Riina e magari a qualche boss della ‘ndrangheta… Dopo i 70 anni liberi tutti:così, magari, visto che ci siamo, risolviamo anche qualche “problemino” politico… E’ quello che mi verrebbe da dire dopo aver letto della petizione lanciata da un’associazione della cittadina di Saviano, in provincia di Napoli. Una petizione, da firmare online, per ridurre a Cutolo, ormai ultrasettantenne, il regime di carcere duro, il 41-bis o magari applicargli misure alternative al carcere. Non voglio nemmeno chiedermi se credano davvero in quello che dicono, quale sia la loro opinione sul carcere duro, sulla possibilità della riabilitazione per detenuti di reati gravissimi (e così numerosi). No, non mi convincono.  Leggi tutto…

  • ilaria-alpi120 marzo 1994. Viene uccisa in Somalia Ilaria Alpi giornalista del Tg3. Con lei viene assassinato il collega tele cine operatore Miran Hrovatin. Dopo 19 anni si cerca ancora la verità su chi volle quel delitto ,nel silenzio imbarazzante di chi dovrebbe urlare per conoscerla e tra gli immancabili ululati di qualche sciacallo. Dopo diciannove anni, di bugie, mezze verità e silenzi, di quello che accadde il 20 marzo 94, a Mogadiscio, quando furono assassinati i due giornalisti, si sa insieme tutto e troppo poco. Sono stati raccolti documenti, testimonianze, sul duplice omicidio e sui traffici di armi e rifiuti pericolosi che secondo molti indizi potrebbero essere dietro quel delitto. E’ stata perfino avviata una inchiesta parlamentare che, nonostante il lavoro prezioso di una parte dei commissari, ha prodotto relazioni contrapposte e un nulla di fatto. Leggi tutto…

  • don_peppino_diana_1Oggi è il diciannovesimo anniversario dell’assassinio di don Peppe Diana, parroco di Casal di Principe,  ucciso dalla camorra. Il parroco del “Per amore del mio popolo non tacerò”.L’assassinio di un sacerdote- che seguì di un anno quello di don Puglisi , a Palermo-  oggi  ricordato dalla Rai, da Casal di Principe, nel diciannovesimo anniversario del suo sacrificio ,con una diretta di Raitre nel corso di “Buongiorno Regione” della TgR e alle 14, con una puntata di 30 minuti a RadioTre. Bene. Ma l’informazione sui fenomeni mafiosi non può essere l’appuntamento delle ricorrenze, tragiche, nè la contabilità degli arresti o delle operazioni delle forze di polizia , oppure dei delitti. E non può essere  limitata a giornate eccezionali ed emozionanti come quella del 16 marzo appena trascorso, centocinquantamila persone in piazza tra le quali centinaia di parenti delle tantissime vittime innocenti della criminalità organizzata. Certo, ci si accontenta anche di questo, quando si considera che in certi giornali e telegiornali l’informazione su questo tema  è dimenticata annullata o ridotta a routine, vissuta con fastidio- con una manifestazione di ignoranza senza uguali, visto il peso e la ricaduta che le organizzazioni criminali hanno per la vita quotidiana in ogni suo aspetto, per l’economia del Paese-. Leggi tutto…

  • images“Ma quale parentela, io non sono parente di nessuno”…non ci ha visto più ….ed è sbottato così Nicola Cosentino dopo aver ascoltato in aula Raffaele Ferrara ex capocamorra del cartello dei Casalesi che ricordava il fidanzamento tra la sorella di Peppe Russo, detto “o’ padrino” – uno dei fedelissimi del boss dei Casalesi, Francesco Sandokan Schiavone – e un fratello del parlamentare del Pdl. Al fidanzamento è seguito il matrimonio. Ma quello per Cosentino non è una parentela. Bisogna dirlo: Cosentino è tenace, insiste su questo punto da parecchio tempo. E così ieri non ci ha visto più. È stato un attimo, forse il passaggio più rovente registrato nell’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere in cui si celebra ormai da due anni il processo per concorso esterno in associazione mafiosa al parlamentare Pdl non ricandidato che nella seconda metà di marzo dovrà affrontare anche un altro processo legato ad affari e rapporti elettorali con il clan dei Casalesi. ….prima di Ferrara aveva deposto il pentito Domenico Frascogna . Leggi tutto…

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